Telegrafo di Mayer - Wolf
Mayer, Wolf - Vienna (Austria) - II metà xix sec.
iscrizioni: Mayer & Wolf Wien
materiali: ottone e legno di noce
dimensioni: 60 - 42 - 26 cm (l-w-h)
categoria: comunicazione
acquisizione:
num inv: 109100030
descrizione: Noto anche con il nome di tavoletta telegrafica di Oppolzer dal nome dell'astronomo Theodor von Oppolzer (1841–1886) che aveva ideato un efficace sistema per la trasmissione dei segnali. si tratta di un telegrafo Morse, anche detto tavoletta telegrafica di Oppolzer. Lo strumento é costituito da un commutatore per invertire la corrente all’interno del galvanometro e del relais, una targhetta dà le indicazioni: Direkt - Invers - Unterbrochen - Ausgeschatet; un reostato per inserire le resistenze che necessitano, fino ad un limite di 1000 unità siemens, come indicato dalla targhetta alla base delle bobine: 1000 S.E.; un tasto di parallasse; un relais; un commutatore a braccio girevole per inserire i vari apparati ausiliari in maniera alternativa in tre circuiti distinti: nel circuito locale, per la produzione dei segnali di tempo e per la determinazione della parallasse delle punte scriventi. In “invio” per trasmettere i segnali di longitudine sul proprio relais e su quello dell’altra stazione, infine nella posizione di “ricezione” per fare arrivare, sempre sul relais, i segnali di longitudine trasmessi dall’altra stazione, sono riportate le scritte: Empfang - Auslandt - Local; un galvanometro per controllare l’intensità della corrente. I diversi dispositivi sono collocati su una base di legno.
uso: la trasmissione ed il ricevimento di segnali di longitudine da una stazione all’altra.
funzionamento: Un interruttore (tasto telegrafico) consente o interrompe il passaggio della corrente lungo il filo che corre dalla stazione trasmittente a quella ricevente, determinando segnali di diversa durata, interpretabili secondo un codice convenzionale.
Un'elettrocalamita ad ancoretta mobile, con una punta scrivente, traccia su strisce di carta i segnali inviati.
stato di conservazione: discreto
restauri:
- 1992 (sostituzione di alcuni tasti di avorio)
- 2000 (pulitura)
note: Questo telegrafo, assieme allo strumento universale di Ertel e al cronografo a cilindro De Palma, era la dotazione strumentale che la Commissione Geodetica Italiana aveva concesso all'Osservatorio di Capodimonte.
fonti d'archivio:
- ASOAC, Amministrazione. Atti di consegna, b. 3, f. 1;
- ASOAC, Attività scientifica. Servizi, b. 1, f. 5;
- ASOAC, Attvità scientifica. Strumenti, b. 3, f. 5.
bibliografia:
- La Collina di Urania, a cura di M. Rigutti, Napoli, Elio de Rosa Editore, 1992, n. 76.
- www.igmi.org/museo/strumento.php?sender=catalogo&id=165
info scheda: n. 39, (Mauro Gargano, 2013-01-11)
schede precedenti: 2001 n. 13, E. Stendardo ; 1992 n. 76, V. Fiore e P. Paura