AstroUANews n. 39/2008


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                  CALENDARIO ED ATTIVITA' DELLA SETTIMANA
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Giorno Ora  Luogo Evento (relatore) - Responsabile
E 06 Lun Sorgere e tramonto per Napoli del Sole e dei pianeti visibili:
E 06 Lun Sole  07:01-18:34    Mercurio 07:15-18:22    Venere  09:45-19:50
E 06 Lun Marte 08:34-19:16    Giove    14:21-23:33    Saturno 04:42-17:36
E 06 Lun 23 Mercurio in congiunzione inferiore
E 07 Mar 11:04 Primo Quarto
A 08 Mer 20:30 SeOs iMdC: I Incontro corso strumenti (Starace)
A 09 Gio 20:30 OACN Visita Serale Astronomica aperta al pubblico
C 10 Ven 
C 11 Sab
E 12 Dom 17:40 Luna in congiunzione con Urano (4,0 gradi)
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Legenda:
A= Attivita' UAN o in collaborazione con l'UAN
 Sigla delle sedi delle attivita':
 CdSB= Citta' della Scienza, Bagnoli
 OACN= INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Via Moiariello 16
 SeOs= Sede dell'UAN presso l'INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte
E= Effemeride di evento astronomico; i tempi sono espressi in Tempo Medio 
 Europa Centrale (ora legale italiana) equivalente a +1h rispetto il Tempo 
 Universale. Le  effemeridi degli eventi astronomici sono tratte, dove non 
 altrimenti indicato, dall'Almanacco dell'UAI per il 2008
C= Giorno del Calendario

Le attivita' sopra riportate possono subire variazioni o cancellazioni per 
motivi organizzativi o indipendenti dalla volonta' dell'UAN. Si prega di fare 
riferimento al calendario settimanale pubblicato alla pagina UANews del sito
web dell'UAN e alle comunicazioni AstroUANlink (per i Soci UAN) e AstroUANews
(per gli aderenti alla lista "Amici dell'UAN").


IL CIELO DELLA SETTIMANA E LE MAPPE DEL CIELO
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Venere e' visibile subito dopo il tramonto, ad un grado da Zubenelgenubi, Al-
fa della Bilancia, una stella multipla di 2,7 magnitudini e con una compagna 
visibile al telescopio; Giove occultera' le sue lune molte volte durante la 
settimana; Saturno e' visibile basso sull'orizzonte Est poco prima del sorge-
re del Sole.

Per le carte del cielo con le principali costellazioni ed oggetti osservabili 
in questo mese, anche in versione stampabile, suggeriamo di visitare la pagi-
na dell'UAI: http://divulgazione.uai.it/index.php/Archivio_Cielo_del_Mese


CORSO SUGLI STRUMENTI ASTRONOMICI PER "i MERCOLEDI DEL CIELO"
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Parte Mercoledi 8 Ottobre un Corso sugli Strumenti Astronomici organizzato 
dal Segretario alle Attivita' Sperimentali dell'UAN, Giuseppe Starace. Gli 
incontri saranno in numero di sei e sono tesi ad offrire informazioni sia 
teoriche sia pratiche sulla strumentazione amatoriale, dal binocolo al te-
lescopio in postazione fissa. Saranno eseguite anche prove pratiche d'uso 
della strumentazione UAN: i partecipanti potranno cosi' imparare ad impiegare 
la strumentazione associativa sia per le trasferte sia per osservazioni piu' 
complesse e che richiedono strumentazione dedicata. L'appuntamento, come al 
solito, al cancello dell'Osservatorio tra le 20:15 e le 20:45.


COMETA P/2008 T1: ALTRA COMETA PER BOATTINI
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L'astronomo italiano Andrea Boattini ha colpito ancora, facendo "centro" per 
la quinta volta, scoprendo cosi' la sua quinta cometa. La notizia e' qui: 
http://www.uai.it/web/guest/astronews/journal_content/56/10100/64663


NUOVO PORTALE DI ASTRONOMIA
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Abbiamo avuto comunicazione che all'indirizzo http://www.eanweb.net e' a di-
sposizione un nuovo portale di Astronomia e Informazione. La linea di condot-
ta avra' un taglio prettamente scientifico e culturale. Le sezioni del porta-
le sono divise in base ai progetti proposti sia dagli utenti che dallo staff 
EAN. L'innovazione del portale e' costituita anche dalla multimedialita' del-
lo stesso: web tv per le dirette dai vari osservatori (professionali o amato-
riali) e notizie TG, per ora solo a livello nazionale ma per l'inizio del 
2009 anche a livello internazionale. Il portale e' integrato con un forum sul 
quale si potra' discutere di argomenti inerenti le sezioni del portale.


XVI CONVEGNO NAZIONALE DEL GAD - GRUPPO ASTRONOMIA DIGITALE
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Il Gruppo Astronomia Digitale (G.A.D. - La Spezia) in collaborazione con 
l'Associazione Ravennate Astrofili Reytha organizza dal 17 al 19 Ottobre 2008 
al Planetario di Ravenna, Viale Santi Baldini 4/a, con il patrocinio della 
Societa' Astronomica Italiana, dell'Unione Astrofili Italiani, dell'Interna-
tional Union of Amateur Astronomers e del Comune di Ravenna, il XVI Convegno 
Nazionale di Astronomia Digitale, che quest'anno prevede anche il I Convegno 
sui Pianeti Extrasolari. Il programma e' il seguente:

Venerdi 17:
Star-party digitale (con telescopio e CCD - (riprese e tecniche CCD dedicate 
ai pianeti extrasolari - osservazione comune di un transito planetario o di 
una stella variabile)

Sabato 18 ottobre:
09,30 Apertura della segreteria del convegno (Iscrizione al Convegno 5 euro)
09,50 Saluto degli organizzatori del convegno e presentazione del programma
10,00-10,45 Sessione Astronomia Digitale ( relazioni di fotometria e Astrono-
            mia Digitale)
10,45-13,00 Sessione Pianeti Extrasolari (I Meeting Nazionale sui Pianeti 
            Extrasolari ) Meeting-seminario con relazioni su: la ricerca dei 
            transiti planetari - la ricerca dei pianeti extrasolari:  tecni-
            che di ripresa e di elaborazione dei dati
13,00-14,30 pausa pranzo (buffet offerto dall'ARAR)
14,30-18,30 Sessione Pianeti Extrasolari
18,30 Conferenza pubblica
20,30 Cena sociale del GAD

Domenica 19 ottobre:
09,00-11,00 Sessione Astronomia Digitale (relazioni di fotometria e Astrono-
            mia Digitale
11,00-13,00 I Meeting Nazionale sui Pianeti Extrasolari - Relazioni di Astro-
            nomia Digitale
13,00-14,30 pranzo
14,45-16,00 Relazioni di Astronomia Digitale

Tutte le informazioni su: www.astronomiadigitale.org


DAL NOTIZIARIO "CIELO!" DELL'OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI PADOVA
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HUBBLE, ULTIMO ATTO. Un guasto improvviso e per il telescopio spaziale Hubble 
si fa buio. O meglio silenzio, vista la rottura del sistema di trasmissione 
che rende impossibile la spedizione a Terra dei dati raccolti. Un evento che 
poteva accadere, se consideriamo che il telescopio e' in orbita dal lontano 
1990 e ha da tempo superato l'eta' della pensione. Alla NASA sono comunque 
convinti di riuscire a lanciare fra qualche mese uno shuttle con i pezzi di 
ricambio, garantendo ad Hubble almeno altri cinque anni di attivita'. 

TURISMO UTILE. La tecnologia sviluppata per il turismo spaziale torna utile 
per lo studio dello stato di salute del pianeta. E' il commento che ha accom-
pagnato l'accordo stipulato tra la compagnia Virgin Galactic e l'Amministra-
zione Nazionale Americana per lo studio degli oceani e dell'atmosfera. La 
Virgin fornira' all'Amministrazione i suoi veicoli White Knight 2, attualmen-
te in fase di sviluppo, e SpaceShip 2, capace di raggiungere quote suborbita-
li. Equipaggiati con appositi sensori potranno misurare il livello dei gas 
presenti nell'alta atmosfera responsabili del riscaldamento globale.

LA CINA CI CREDE. Rientrata con tanto di diretta televisiva la capsula 
Shenzou 7: a bordo i tre astronauti protagonisti della prima passeggiata spa-
ziale cinese in orbita. Per la Cina si e' trattato di un passo storico e, 
sull'onda dell'entusiasmo, autorita' e stampa locale gia' guardano avanti e 
confermano un futuro sbarco sulla Luna.


DALLE NEWS DI "LE SCIENZE"
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BABY BOOM STELLARE. Nell'Universo stanno nascendo molte piu' stelle di quanto 
finora stimato: e' questa la conclusione di uno studio condotto da ricercato-
ri dell'Istituto di astronomia dell'Universita' di Bonn e pubblicato sulla 
rivista "Nature". Il "tasso di natalita'" delle stelle non e' semplice da de-
terminare: le distanze sono troppo grandi per consentire agli astronomi di 
contare i nuovi corpi celesti che si formano con i telescopi, sicche' si fa 
riferimento ad un segnale caratteristico rappresentato delle emissioni "H-
alfa". Quanto maggiore e' il numero di stelle che si forma in una certa re-
gione del cosmo, tanto piu' imponente e' l'emissione H-alfa proveniente da 
essa. "Le emissioni H-alfa si verificano solamente in prossimita' di stelle 
molto massicce" spiega Jan Pflamm-Altenburg, che con Pavel Kroupa ha diretto 
la ricerca. Finora si riteneva che stelle "pesanti " e "leggere" nascessero 
sempre secondo un determinato rapporto numerico fra loro: per ogni stella 
"neonata" H-alpha emittente, si stimava in 230 circa il numero medio di quel-
le troppo poco massicce per emettere quel tipo di radiazione. Ai margini dei 
dischi galattici la radiazione H-alfa si estingue improvvisamente e cio' ve-
niva attribuito al fatto che in quelle regioni non si formassero nuove stel-
le. "La spiegazione offerta era che ci fossero troppo poche nubi gassose per 
collassare andando a formare nuove stelle", nota Pflamm-Altenburg. Recenti 
osservazioni da satellite hanno pero' mostrato che di fatto esistono stelle 
in formazione anche al di la' del perimetro delle radiazioni H-alfa, e per-
tanto il rapporto di 230:1 non vale per le regioni piu' esterne delle galas-
sie. La spiegazione del fatto, secondo Kroupa e Pflamm-Altenburg, potrebbe 
essere che le nascite stellari non avvengano in modo uniforme nelle galassie, 
ma che si concentrino negli ammassi stellari, come per esempio la Nebulosa di 
Orione, e che solamente gli ammassi piu' grandi con una massa particolarmente 
imponente siano in grado di dare origine a stelle massicce capaci di produrre 
le emissioni H-alfa. "Ma questi ammassi di stelle massicce si concentrano 
nelle regioni centrali delle galassie, mentre diventano molto piu' rari ai 
loro margini. Le regioni esterne contengono ammassi piu' piccoli, nei quali 
e' molto piu' frequente la formazione di stelle piu' leggere", spiega Pflamm-
Altenburg. La conclusione e' che al di fuori del centro delle galassie il 
rapporto fra stelle leggere e stelle H-alfa potrebbe essere molto piu' eleva-
to: basandosi sull'ipotesi che la massa delle nuove stelle dipenda linearmen-
te da quella dei gas presenti nella regione, i ricercatori hanno stimato che 
per ogni H-alfa potrebbero esserci ben oltre 1.000 stelle leggere.

LA STORIA MAGNETICA DI MARTE. In origine, il campo magnetico di Marte era 
concentrato nell'emisfero Sud del pianeta, influenzando in parte l'evoluzione 
della crosta e determinando cosi' differenze geologiche tra i due emisferi. 
Ora, grazie ad uno studio dei ricercatori dell'Universita' di Toronto in Ca-
nada, del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge nel Massachu-
setts e della Brown University di Providence nel Rhode Island, Stati Uniti, 
e' stato sviluppato un modello dei flussi di calore su Marte che puo' spiega-
re le differenze nei fenomeni magnetici riscontrati. Questi risultati forni-
scono anche nuove indicazioni sull'evoluzione atmosferica di Marte, sulla sua 
storia termodinamica e sulla storia complessiva del sistema solare. Sabine 
Stanley e colleghi hanno sviluppato un modello matematico sulla base del-
l'ipotesi che la formazione delle differenze fisiche tra i due emisferi del 
Pianeta Rosso si siano sviluppate simultaneamente al campo magnetico, contra-
riamente a quanto ritenuto finora. Gli attuali modelli dinamici prevedono in-
fatti che il campo magnetico si sia alterato con il tempo. La Stanley e il 
suo gruppo dimostrano invece che il campo marziano si e' originato fin dal-
l'inizio con intensita' molto piu' elevata nel Sud del pianeta rispetto al 
Nord: se il flusso di calore attraverso l'interfaccia nucleo-mantello era in-
feriore al momento della formazione del pianeta, allora il risultante campo 
geomagnetico si concentro' effettivamente solo nella parte meridionale.


DALLE NEWS DI "SKY & TELESCOPE"
(traduzione ed adattamento di E. Filippone)
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IL SOLE NON E' POI COSI' TONDO... Grazie ad incredibilmente precise misure 
della superficie solare e' stato scoperto che la nostra stella non e' quasi 
sferica come pensato in passato. Altro sull'argomento alla pagina 
http://www.skyandtelescope.com/community/skyblog/newsblog/30263119.html


DALLE NEWS DELL'ESO-EUROPEAN SOUTHERN OBSERVATORY
(traduzione ed adattamento di E. Filippone)
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GIOVE COME MAI VISTO PRIMA. Una osservazione record di due ore del pianeta 
Giove con l'impiego dello stato dell'arte della tecnica di rimozione degli 
indesiderati effetti dovuti alla turbolenza atmosferica ha prodotto la piu' 
dettagliata immagine completa del pianeta mai ottemuta da un osservatorio 
posto sulla Terra. La serie di 265 riprese ottenute con il Multi-Conjugate 
Adaptive Optics Demonstrator (MAD), uno strumento posto al Very Large Tele-
scope del'ESO, ha rivelato cambiamenti nelle "nebbia" che si produce nel-
l'alta atmosfera gioviana, probabilmente a causa di un cambiamento globale 
della temperatura registrato piu' di un anno fa. Immagini e notizie al sito 
http://www.eso.org/public/outreach/press-rel/pr-2008/pr-33-08.html
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a cura di Edgardo Filippone





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