Attuale posizione professionale
- Post-Doc: assegnista di ricerca (AdR) su: Studio della formazione stellare e dell'attività nucleare delle galassie nel super-ammasso di Shapley, presso l'INAF Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli;
Aggiornato al Dicembre 2009:
L’attività scientifica di Amata Mercurio (AM) si articola su due tematiche distinte e complementari: lo studio dell’evoluzione delle galassie mediante dati multi-banda e lo studio della dinamica interna delle galassie early-type e della dinamica delle galassie in ammassi e in superammassi.
AM si è inizialmente inizialmente occupata, durante la tesi di laurea, con l’aiuto e la supervisione dei professori G. Busarello e M. Capaccioli, della riduzione e dell'analisi di spettri MOS di galassie in ammassi a redshift intermedio, e dello studio della cinematica interna delle galassie early-type mediante tali spettri. Durante questo lavoro è stato sviluppato un algoritmo per la determinazione della dispersione di velocità delle galassie a redshift intermedi.
Successivamente AM ha partecipato al test del software per la riduzione dei dati dell'ESO 2.2m WFI ed all'analisi dei dati del Capodimonte Deep Field, inserito nel programma di ricerca sul trattamento di immagini astronomiche a grande campo. Il Capodimonte Deep Field è una survey di 0.25 gradi quadrati di cielo osservati nelle bande BVRI ed in sei filtri a banda intermedia con lunghezze d'onda da 700 nm a 900 nm.
Dall’inizio del 2001 alla fine del 2003, durante il dottorato di ricerca in fisica, AM si è occupata dello studio dell'evoluzione dinamica e delle popolazioni di galassie nell’ammasso ABCG 209 a redshift z~0.2, al fine di capire i complessi meccanismi della formazione e dell’evoluzione degli ammassi. Il progetto della mia tesi di dottorato si è basato principalmente sull'analisi delle proprietà delle galassie di ammasso utilizzando nuovi dati fotometrici e spettroscopici, acquisiti con l’ESO Multi-Mode Instrument (EMMI) del New Technology Telescope (NTT), e dati di archivio acquisiti con la camera mosaico 12k del Canada France Hawaii Telescope (CFHT) nel 1999. I risultati dell'analisi di questi dati sono stati confrontati con quelli derivanti da analisi X e radio di letteratura. Questo studio ha dimostrato la forte correlazione tra le proprietà delle galassie (come la loro storia di formazione stellare) e la dinamica dell’ammasso e l’ambiente (quantificato attraverso la densità locale). Infatti sono state trovate due popolazioni di galassie post-starburst: una popolazione blu (come definite in base alla relazione colore-magnitudine) che si trova vicino al picco secondario dell’emissione X e per la quale il burst di formazione stellare è stato indotto dall’interazione con il gas caldo e denso intra-cluster ed una popolazione rossa che rappresenta il core di un gruppo “caduto” nell’ammasso ABCG 209, il cui burst è stato causato dal merging con l’ammasso.
L'originalità del lavoro consiste nell'analisi contemporanea delle proprietà strutturali globali dell'ammasso e delle proprietà individuali delle galassie messe in relazione, per la prima volta, ad un redshift per cui gli effetti evolutivi sono evidenti. Precedentemente, studi di questo tipo erano limitati solo ad ammassi dell'universo vicino. La tesi di dottorato è stata valutata dalla SAIT mediante una medaglia di bronzo del premio Tacchini, concessa in via eccezionale, come riconoscimento per il lavoro svolto.
Dal 2004 mi sono occupata principalmente dello studio dell'evoluzione delle galassie in ambienti diversi, partecipando a progetti finalizzati all'analisi delle proprietà fotometriche (quali la funzione di luminosità, la relazione colore-magnitudine, la relazione densità-morfologia, il piano fotometrico) e spettroscopiche (misure dinamiche, indici di riga, dispersione di velocità) di galassie in superammassi. Infatti queste enormi strutture offrono la possibilità di esplorare tutta la gamma di densità cosmiche, dal centro degli ammassi ai voids. Per questo studio è stata intrapresa una survey ottica a grande campo del superammasso di Shapley a redshift 0.05 (Shapley Optical Survey: SOS), iniziata con l’analisi di dati di archivio WFI nelle bande B ed R su due gradi quadrati nel centro dell’ammasso e che sta proseguendo con la riduzione e l’analisi di spettri ottenuti con lo spettrografo AAOmega all’Anglo Australian Telescope, in un progetto comune con l’Università di Durham e di spettri della survey 6dF, in collaborazione con l’Università di Birmingham e con il confronto di tali dati con i modelli di evoluzione dinamica e chimica in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova (prof. Chiosi). Inoltre per questo progetto è stato sottomesso un proposal SPITZER e verranno analizzate immagini di archivio GALEX e XMM, al fine di avere sia una completa caratterizzazione delle popolazioni di galassie e della loro attività, che una definizione dell’ambiente, attraverso le sue due componenti, ovvero la densità numerica locale delle galassie e lo stato fisico del gas intra-cluster, come caratterizzato dalla densità di luminosità X. I dati spettroscopici
Lo studio completato sino ad ora ha mostrato che i principali processi di trasformazione delle galassie in atto sono l’incremento della formazione stellare indotto sia dall’interazione tra gli ammassi, che dalle interazioni ad alta velocità galassia-galassia, quali il galaxy harassment e che dall’interazione con l’ICM, come il ram-pressure stripping.
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